Su un ponte o un viadotto la posta è la sicurezza di chi transita e la responsabilità di chi gestisce l'opera. Le Linee Guida ponti hanno reso la conoscenza dello stato dell'opera un obbligo documentale, e il monitoraggio continuo risponde a quell'obbligo producendo al tempo stesso un vantaggio gestionale: intercetta presto il degrado, indirizza la manutenzione dove serve e riduce chiusure e interventi d'urgenza. BBOX 2.0 aggiunge all'ispezione visiva il comportamento reale dell'opera, misurato in continuo e interpretato in una relazione firmata.
Cosa cambia nel tempo su un ponte
Un ponte lavora ogni giorno sotto traffico e cicli termici, e nel tempo risente dell'erosione dell'alveo al piede di pile e spalle, dell'invecchiamento degli appoggi e del degrado dei materiali. Sono fenomeni lenti, che si riflettono sul comportamento dell'opera prima di diventare visibili. Una variazione delle frequenze proprie segnala un cambiamento di rigidezza. Un'inclinazione che cresce su una pila o su una spalla segnala un movimento della fondazione.
L'ispezione visiva fotografa lo stato dell'opera in un giorno preciso. Le misure continue riempiono lo spazio fra un'ispezione e la successiva e rendono ogni lettura confrontabile con la baseline dell'opera. Su un parco di più ponti, le priorità di ispezione e manutenzione si stabiliscono così sui dati.
Dove le Linee Guida collocano il monitoraggio
Le Linee Guida ponti (D.M. 578/2020, aggiornate dal D.M. 204/2022) legano le azioni alla classe di attenzione dell'opera. Per le classi Alta e Medio-Alta prevedono sistemi di monitoraggio periodico o continuo. Per la classe Media l'installazione è una scelta del gestore e comporta la riclassificazione in Medio-Alta. Il monitoraggio affianca le valutazioni di Livello 3 e 4 e accompagna le verifiche approfondite.
Cosa chiedono le Linee Guida a chi gestisce un ponte →Sorveglianza continua e risposta agli eventi sullo stesso impianto
Un solo hardware copre due esigenze: conoscere l'opera nel tempo e sapere come ha risposto a un evento.
L'opera seguita nel tempo
Misure continue che rendono leggibile l'evoluzione del comportamento, con l'effetto della temperatura compensato.
Frequenze proprie, modi di vibrare dell'opera e inclinazioni di pile e spalle, lette in continuo e confrontate con la baseline, con compensazione dell'effetto della temperatura per distinguere il degrado reale dalle oscillazioni stagionali.
Dati oggettivi che affiancano le ispezioni periodiche e ne indirizzano le priorità.
La risposta all'evento, misurata
Dopo un sisma, una piena o un altro evento eccezionale, la risposta registrata dell'opera in forma utilizzabile.
Accelerazioni e spostamenti registrati durante l'evento forniscono all'ente gestore gli elementi tecnici per decidere tempestivamente su eventuali limitazioni o chiusure al transito.
I dati registrati indicano su quali elementi concentrare ispezioni e approfondimenti, e restano come documentazione tecnica dell'evento.
Su un ponte la strumentazione è spesso eterogenea. Il datalogger BBOX 2.0 accoglie qualunque sensore con uscita 4-20 mA e, tramite le unità ESA, integra fino a 36 sensori aggiuntivi, anche a corda vibrante o IEPE. Fessurimetri, estensimetri e strumenti già presenti sull'opera confluiscono nello stesso flusso di dati degli accelerometri.
Come funziona il monitoraggio strutturale →Una relazione firmata su cui fondare le decisioni
Il monitoraggio si chiude con una relazione interpretata e firmata da un ingegnere strutturale, che prende due forme.
La relazione periodica SHM documenta con dati certi l'evoluzione della condizione dell'opera e, col passare degli anni, diventa la sua storia tecnica: un elemento a supporto della diligenza di chi la gestisce.
La relazione post-evento riporta la risposta misurata dell'opera e fornisce all'ente gestore gli elementi tecnici per le decisioni sul transito.
Due ponti sul Secchia
Tra le installazioni rappresentative, il Ponte di Rubiera sul Secchia, asse ad alto traffico soggetto a fenomeni di erosione naturale. Qui 10 sensori BBOX 2.0 acquisiscono da oltre un anno in SHM continuo, con 4 registrazioni al giorno.
Sul ponte sul fiume Secchia della SP23 di Valle Rossenna, in località Casa Poggioli tra Prignano sulla Secchia (MO) e Baiso (RE), 6 sensori BBOX 2.0 misurano nel tempo modi di vibrare e inclinazioni.
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